Panchina Smart

Panchina dotata di pannello solare e sistema di ricarica wireless per smartphone. Un punto di sosta sostenibile e innovativo, per vivere Pietraroja restando connessi.

Parco giochi

Situato in un contesto suggestivo, il parco offre spazi sicuri dove giocare e divertirsi, circondati dal verde e dalla tranquillità del territorio.

Azienda Agricola Meglio Nicola

Nicola aveva solo 8 anni quando durante la stagione, solo con il piccolo gregge, fece la sua prima esperienza di pascolo in montagna. “Non avevo paura perché con me c’erano tanti altri pastori con cui condividevo il rifugio e il cibo”. Da soli 40 capi, oggi l’azienda conta più di 600 pecore, gran parte di razza Bagnolese, originaria della zona di Bagnoli Irpino. Accanto a lui Cristina, compagna di vita da sempre, anche lei iniziata alla pastorizia a soli 10 anni. All’alba si scende in stalla per la mungitura. Il latte di questa razza è ricco di proteine e particolarmente apprezzato per la caseificazione. “Tutti i giorni bisogna accudire il gregge. È un lavoro faticoso. Ma è la nostra vita”.

Defibrillatore Palestra comunale

Defibrillatore Parco Giochi 3

Defibrillatore Comune

Defibrillatore Chiesa S. Maria

Defibrillatore Paleolab

Defibrillatore Rifugio forestale

Capanna dei pastori a tholos (vecchia)

Per raggiungere la vecchia capanna dei pastori a tholos, superata la sbarra di ferro a protezione per gli animali, si sale di poco il pendio fino alla fontana Maruccia. Una capanna di pietra a secco usata dai pastori come rifugio, costruita senza cemento, con una tecnica a livelli fino alla punta a cupola. Pezzi della storia e della cultura locale, luoghi della tradizione pastorale, le capanne dei pastori a tholos rievocano modi di vivere in armonia con la natura.

Capanna dei pastori a tholos (ristrutturata)

Una capanna di pietra a secco usata dai pastori come rifugio, costruita senza cemento, con una tecnica a livelli fino alla punta a cupola. Grazie ai lavori di ripristino si accede anche all'interno. Pezzi della storia e della cultura locale, luoghi della tradizione pastorale, le capanne dei pastori a tholos rievocano modi di vivere in armonia con la natura. Vista panoramica. 

Villaggio di Ciro

L’impegno nella promozione delle tipicità territoriali e il desiderio di creare una offerta di ospitalità per i viaggiatori e i residenti temporanei si concretizzano nel progetto “Il Villaggio di Ciro”. Nato di recente l’idea di Gianni è unire ospitalità diffusa e turismo esperienziale. Già attivi 14 posti letto distribuiti in tre case del centro storico a pochi passi l’una dall’altra, dotate di cucina, soggiorno e diverse tipologie di stanze da letto. Per gli ospiti sono disponibili attività in natura e tour enogastronomici nelle aziende locali. I pacchetti turistici promuovono soggiorni nel borgo e la scoperta del territorio attraverso escursioni a piedi o a cavallo, visite in aziende agricole, eventi locali. Alloggi Pet friendly. I servizi sono disponibili su prenotazione.

Grotta del Gesso

Si narra che un tempo i pastori trascorressero qui la notte insieme alle greggi, a riparo dalle intemperie e che s’abbeverassero alla piccola sorgente in fondo alla grotta. A oltre 1.300 metri di altitudine, sul fianco del Palombaro, poco sotto la cima, la natura regala uno scenario spettacolare: a rott’ u ggìss. “È così chiamata perché l'acido carbonico, assieme ad altre sostanze chimiche, scioglie il calcare e crea nella grotta uno strato di roccia tenera bianca che sembra gesso” (E. Civitillo). Il percorso per raggiungere la grotta è adatto a camminatori esperti.

Trabucco

Un labirinto di rocce che richiama mitologiche gesta. Si cammina sul fondale di un oceano estinto che ha lasciato tracce di sé nella pietra. Una cavità inversa profonda 96 metri, composta da due pozzi sovrapposti evoluti dal basso verso l'alto, la cui bocca superficiale è una inusuale possibilità. Accanto lo scenario è da pianeta Marte: un campo carreggiato, o anche detto solcato, ricopre il suolo di massi scanalati e creste taglienti, una delle forme più curiose e belle del fenomeno carsico. Proseguendo lungo il sentiero si raggiunge il belvedere della Civita.

Azienda Agricola Antonio Cusanelli

Terza generazione di pastori, Antonio, dopo il diploma all’Istituto Agrario, ha scelto di restare nella sua terra e di continuare nell’allevamento seguendo le orme tracciate dal nonno. “Allora scendevano fino al Gargano con la transumanza. Oggigiorno non si può”. Ad aprile accompagna la mandria al pascolo a quota 1000 metri, dove rimane per tutto il periodo estivo fino al cambio di temperatura autunnale, quando ritorna alla stalla. L’azienda si trova a circa 900 metri di altitudine nella contrada Filette, con panorami idilliaci. Il cuore dell’attività sono 45 vacche pezzate rosse e cavalli liberi per la montagna. Il papà è spesso con gli animali, mentre Antonio scende in paese per gestire la macelleria. Il piano per il prossimo futuro è far diventare l’azienda completamente biologica e sviluppare attività rivolte al pubblico, laboratori e percorsi di educazione ambientale.

I Rampuni

Cristina ha seguito l’amore, Antonio, che ha rilevato l’azienda di famiglia dedita all’allevamento di pecore di razza Bagnolese, circa 400 capi, e che oggi, grazie anche alla sfida di Cristina, ha investito nella produzione di formaggio. Insieme a zio Michele, il casaro, si producono pecorino, caciotte bianche e ricotta, fresca e salata. Nella stalla Antonio e il papà curano le pecore, mentre un nuovo agnellino è appena venuto al mondo. Rampuni è il nome della contrada: dicono che qui le famiglie, molto numerose, solevano mettere il vacile, il pentolone, con la pasta al centro del tavolo mangiando direttamente con le dita che in dialetto si chiamano rampe. I prossimi progetti sono avviare l’azienda agrituristica ed aprire un punto per la vendita diretta. Una vita rurale autentica dove la tradizione incontra la bellezza della natura. Contattando l’azienda è già possibile acquistare i loro formaggi.

Prosciuttificio Bello 


Il legame profondo con il territorio e la tradizione del fare il prosciutto, Gianni li ha ereditati dal nonno. La sua bottega conserva la disposizione della vecchia casa: cantina a vista e sala stagionatura al piano superiore. Dopo un’esperienza nei salumifici del Nord Italia, Gianni ritorna a Pietraroja per seguire la sua passione. Valorizzare il territorio e far conoscere un’eccellenza attraverso un metodo di produzione autentico e rispettoso della tradizione. “Il segreto del prosciutto è il tempo. Non bisogna avere fretta". Il processo di maturazione richiede pazienza ed attenzione. Il metodo naturale di stagionatura, mantenendo gli scambi con l'ambiente esterno, fa vivere al prodotto tutte le stagioni sviluppando un profilo aromatico unico. È possibile acquistare i prodotti direttamente in loco. Visita del prosciuttificio e degustazione su prenotazione.

Caseificio Caselle

“Mio suocero Michele ha iniziato producendo formaggio con un quintale di latte. Oggi ne lavoriamo circa 70 quintali al giorno”. Jessica racconta con entusiasmo ed ammirazione la storia del caseificio nato nel 1997, anche grazie alla solidità dei legami familiari. Michele, insieme ai figli Massimo ed Emilio, si occupa della lavorazione, dal latte al formaggio. Il prodotto di punta è la caciotta di Pietraroja. Ma anche mozzarella, stracciata con la panna, formaggi stagionati e il caciocchiato, il caciocavallo stagionato. “Abbiamo clienti in tutta la provincia e un altro punto vendita a Cusano Mutri gestito da mia cugina Tania e mia suocera”. La forza dell’azienda sono la famiglia e la passione che unisce più di 15 persone nella squadra di lavoro. È possibile acquistare i prodotti in azienda.

Pastificio Aurum

“I carrati fanno parte della tradizione e del patrimonio di saperi a corredo delle donne; quando ero piccola era obbligatorio saperli fare.” Rosa ha raccolto gli insegnamenti della mamma combinando la conoscenza con la passione di sperimentare in cucina. Il laboratorio è stata una sfida. Il sorriso di Rosa è quello di una donna tenace, motivata, intuitiva. Il pastificio si chiama Aurum: oro del paese, oro dei poveri, perché dorato è il colore del grano. Tagliatelle, scialatielli, tagliolini, caserecce, fusilli e ravioli, ogni formato è curato con attenzione. Intanto si sperimenta un nuovo prodotto che fonde tradizione e contemporaneità: il raviolo ripieno di prosciutto, rigorosamente di Pietraroja. I prodotti del pastificio sono acquistabili in loco. Laboratori di pasta fatta a mano su prenotazione.

Belvedere sulla Civita

Pareti a strapiombo sferzate dal vento che urla nella valle strozzata da rocce millenarie. Superato il cimitero i gradoni puntano alla cima, la parte alta del villaggio, dove sorgeva Pietraroja prima del terremoto del 1688. Da qui si ammirano i monti Mutria e Moschiaturo, la vallata di Cusano Mutri, il Taburno e finanche il Vesuvio nei giorni più limpidi, la Costa Sant’Anna, e tutto il paese. Il silenzio rotto dal vento, sembra sussurrare ai viaggiatori di fermarsi, di ascoltare e di sentire il battito del territorio.

Pascale Ranch

Cresciuto tra i cavalli, Pasquale ha ereditato l'amore per questi animali dal padre e dalla nonna, riuscendo a trasformare la sua passione in una professione a tempo pieno. Sorriso affabile, sguardo vivace, Pasquale conosce ogni singolo aspetto del carattere delle sue cavalle. Prima di montare in sella dedica loro cure e carezze. “Pettino la criniera per sciogliere i nodi e poi faccio le trecce, per proteggerle dalla cattiveria e dargli più energia” dice Gabriella, compagna di vita e di lavoro. Gli Haflinger sono robusti e affidabili, con un temperamento collaborativo e docile, ideali per le passeggiate in montagna e compagni perfetti per l'avventura. Il trekking a cavallo è suggestivo: discese che spezzano il fiato, pendici rocciose, immensi campi di prati e neve. Bisogna affidarsi al proprio cavallo e seguire i cavalieri. È un mondo diverso dalla sella. Il galoppo, per i più esperti, sprigiona sensazioni fanciullesche, risate e grida che liberano l’anima. L’esperienza è…

Grotta delle Fate o Grotta dei Briganti

La grotta che s’apre sul versante destro del canyon del Titerno a monte di Fontana Stritto nella Civita di Cusano, richiama storie di briganti. “La banda Varrone, composta da briganti di Cusano e Pietraroja, si rifugiò nella Grotta delle Fate, detta anche di Caccaviola. Per loro si scomoda anche il Generale Pallavicini con truppe del 49° fanteria, carabinieri e bersaglieri. Alla banda viene fatta una proposta: se si arrendono sarà loro fatta salva la vita. Varrone e i suoi uomini, dopo giorni di trattative, finalmente decidono di arrendersi” (V. Di Biase, Annuario A.S. Valle Telesina). Tra i membri della banda anche Francesco di Pietraroja, il cui fratello Nicola, ingannato dai piemontesi, aveva svelato il rifugio. Nonostante le promesse di clemenza in caso di resa i briganti furono uccisi, fucilati alla schiena sull'Aia della Corte, dietro l'attuale municipio. Alla morte di Francesco, il fratello Nicola, soprannominato Cola gliu mattu, finì i suoi giorni nel dolore folle e…

La Prosciutteria Pietraroja

L'idea del prosciuttificio nasce 25 anni fa quando Emilio, in visita al primo Eataly, scopre che il prosciutto di Pietraroja era il simbolo della Campania nella carta dei prodotti tipici regionali di Italia. Anni di ricerche lo portano indietro fino al 1700 scoprendo riferimenti al prosciutto nei costumi tipici delle donne di Pietraroja e nei documenti storici, come quelli del Duca di Laurenzana. Il progetto si realizza anche grazie al ritorno del figlio Lorenzo, impegnato nella organizzazione amministrativa e nella comunicazione, ed allo zio Antonio che si occupa dell’approvvigionamento. Pietra e legno, rigorosamente non trattato, i materiali di costruzione e restauro dei locali nel cuore del borgo, nel rispetto della tradizione e dei processi di stagionatura del prosciutto. Sulla cucina economica si preparano i piatti della degustazione, il finale prelibato del tour esperienziale: dalla cantina di stagionatura, con il racconto delle tecniche tradizionali e moderne di affinamento,…

Farmacia Zecchino

La Farmacia Zecchino, nella storica Piazza della Vittoria, è aperta dal lunedì al sabato, dalle 09:00 alle 19:00. Chiusa la domenica.

Pastificio Meglio

La passione di Michele per la pasta ha radici familiari: la madre Lucia era conosciuta nel vicinato per la sua abilità nel fare la pasta a mano. Operaio nell’industria metalmeccanica, l’incontro al mare con Silvia, sua moglie, spinge Michele a tornare nella sua terra. Nella contrada “cerquelle”, che prende il nome dai boschi di querce che la circondano, recupera la vecchia stalla e realizza il pastificio. Utilizzando il grano Saragolla, coltivato nei terreni vicini, la produzione vanta diverse varietà di pasta, tra cui i tagliolini e le tradizionali pizzelle, simili alle più note lagane ed i tradizionali carrati. “Un tempo, durante il periodo della semina, i carrati avevano una funzione propiziatoria: quanto più lunga era la pasta, tanto più lunga sarebbe stata la spiga. Alla vigilia di Natale si servivano con il baccalà o in versione più semplice con sale e olio per chi non poteva permettersi il pesce, spesso guarniti con pecorino e noci tritate”. Presso l’azienda…

Municipio

Il Municipio di Pietraroja, situato nel cuore del paese, rappresenta il centro amministrativo e storico della comunità. Un luogo di riferimento per servizi e tradizioni locali, immerso nella bellezza del borgo.

Parco giochi

All'ingresso del paese, posto in una posizione strategica, il parco giochi offre un'area sicura e accogliente dove trascorrere piacevoli momenti immersi nella natura e nella tranquillità del paese.

Benzinaio Goil self service h24

A Pietraroja si trova l'unica stazione di servizio, il Benzinaio Goil self service h24. Perfetto per ogni necessità, il distributore garantisce rifornimenti autonomi e comodi in qualsiasi momento della giornata, rappresentando un servizio essenziale per la comunità e i visitatori.

Macelleria

La macelleria di Antonio, situata nella piazza centrale di Pietraroja, è un punto di riferimento per gli abitanti del paese. Gestita con cura e dedizione, offre carni di alta qualità ; un luogo che unisce tradizione e genuinità, mantenendo vivo il legame con il territorio.

Pro Loco Pietraroja

“Nati nel 1975 più di mezzo secolo di attività. Vogliamo festeggiare insieme a tutti i presidenti”. Il nuovo direttivo, con a capo due giovani donne, esprime tutto l’entusiasmo di un viaggio appena iniziato. L’obiettivo è dare valore e far vivere il territorio. In programma ci sono eventi con giochi e spettacoli in piazza e, in primavera, passeggiate ecologiche in collaborazione con le Proloco dei paesi vicini. Molte le pubblicazioni e gli opuscoli che raccolgono storie sulle usanze, sul dialetto e sui detti pietrarojesi.

Autobus

Linea Benevento – Pietraroja / Pietraroja – Benevento

Poste Italiane

Apertura

Alimentari e Tabacchi “Scognamiglio”

Il negozio di Alessandra e Fabio è un luogo per incontrarsi oltre che per fare la spesa. “Abbiamo girato l’Italia con un furgone della Volkswagen allestito come friggitoria itinerante. Ma volevamo tornare. Così abbiamo preso la gestione dell’alimentari”. Una piccola bottega che accoglie piccoli e grandi, fungendo a volte anche da bar che nel paese non c’è più.

Caseificio Marcantonio

“Siamo allevatori e produttori alla quinta generazione. Tradizione e innovazione sono le nostre parole chiave. Il processo di produzione è quello che mi hanno insegnato genitori e nonni. Usiamo il siero innesto per avere una fermentazione naturale”, racconta Giuliano il casaro. “Abbiamo sempre avuto le vacche e prodotto caciocavalli. Ho scelto di fare questo lavoro per amore della famiglia e del territorio”. L’azienda ha il nome del padre, Giovanni Marcantonio, che era un transumante. “Gli animali conoscevano la strada. Si partiva in tanti allevatori condividendo il lavoro. Insieme producevano il formaggio, in una sorta di caseificio sociale. Tutti lavoravano per tutti”. In azienda le vacche pascolano all’aria aperta a circa mille metri di quota, si lavora tutti i giorni perché i prodotti vengono dal latte crudo. Dalla mungitura della sera e da quella della mattina successiva si ricava il latte che si trasforma il giorno stesso. “Alleviamo la Pezzata Rossa, una…

Azienda Agricola Bello Nicola Agostino

Alla quarta generazione Nicola e il fratello Giuseppe testimoniano la tradizione di una famiglia che ha scelto di restare pastori. “Il mio bisnonno si è spostato nella contrada Fontana Maruccia nei primi del ‘900. Quando mio nonno è tornato dall’America, con i risparmi ha comprato la casa e costruito la stalla”. Nicola porta il suo gregge al pascolo ogni volta che il tempo è buono. “Non puoi distrarti troppo, perché le pecore scappano”, nonostante la supervisione di Fernando, uno dei suoi fedeli aiutanti. “Finché ci sono le pecore io vivo così”. Presidiando il territorio.

Azienda Agricola Angelo Ialacci

“Amore” è il sentimento che ispira la storia di Angelo: nato il giorno di San Valentino, innamorato fin da bambino della natura e degli animali, oggi è un giovane allevatore di vacche di razza marchigiana e pezzata rossa. “Dopo la laurea e la magistrale in Scienze Agrarie conseguita a Milano, sono tornato a Pietraroja insieme a mia moglie Francesca. Lei lavora in smart working e io mi occupo dell’azienda rilevata da mio zio”. La passione in questo lavoro è indispensabile. Gli animali hanno bisogno di cura. “Nuvoletta, Brunella, Valentina e Libertina, perché non vuole mai tornare in stalla”. Il sorriso di Angelo è contagioso. “Non so cosa faranno i miei figli. Faccio l’allevatore per me, perché mi rende felice”.

Azienda Agricola Gabriele Torrillo

“Se ti muovi tu si sposta pure il Mutria”. Gabriele dal 1994 non lascia mai le sue mucche. “Gli animali sono impegnativi. Non puoi trascurarli”. Sul confine con Cusano, dove scorre il Rio Acqua Calda, c’è la sua azienda. Il padre a 8 anni era già un pastore mentre il nonno emigrato a New York ritornò solo dopo aver combattuto la prima guerra. Le mucche escono al pascolo la mattina e rientrano nella stalla verso sera o quando fa freddo. Pasqualina, la moglie si diletta per la famiglia a fare il formaggio.

Masseria Cardogna

Resilienza e dedizione. La famiglia Cardogna da generazioni si dedica all’allevamento, dapprima di pecore poi anche di vacche. Un passaggio dal papà di Antonio fino al giovanissimo Pietro che ora, insieme alla moglie, gestisce l’azienda conferendo il latte ad un caseificio locale. Antonio, emigrato in Svizzera, ritorna per accudire il padre malato. Trova l’amore di Rosa e, condividendo con lei la passione per gli animali, rimette in piedi l’azienda. “Il latte lo vendevamo, con il restante facevamo i caciocavalli e ci si accontentava.” Antonio già da bambino segue la passione del nonno per il formaggio. Qui si cresce nell’esempio dei genitori e dei nonni, lavorando a contatto con la natura lasciando spazio a belle idee per il futuro. Tra queste un piccolo caseificio familiare.

Uardiànu sheep farming

Il nonno veniva chiamato uardianu perché i suoi antenati erano i guardiani di un palazzo nobiliare. Antonio ha iniziato a lavorare quando aveva appena 13 anni. Di lavoro fa il pastore. “I veri pastori erano quelli di una volta che percorrevano chilometri per raggiungere i pascoli e si alzavano all’alba”. Anche Antonio però porta il suo piccolo gregge al pascolo perché per le pecore è fondamentale camminare. Le razze sono quasi tutte estere, allevate per la carne e la trasformazione in prodotti per la gastronomia, in sinergia con l’azienda della madre: ragù e genovese di pecora, pecora porchettata e salame di pecora. “Per adesso voglio sperimentare l’adattabilità di diverse razze nel territorio, ma per il futuro l’idea è recuperare la tradizione del pecorino e allargare la famiglia”. Nel 2023 vince il primo premio di Piccolo Comune Amico, un riconoscimento importante per un giovane che ha a cuore il suo territorio.

Fratelli Colantone

Azienda biologica radicata al concetto di benessere animale dove pecore e vacche pascolano liberamente negli estesi terreni aziendali con vista panoramica. Si tratta di un’impresa a conduzione familiare trasmessa dalle generazioni precedenti ai due fratelli Nicola e Giuseppe. Le vacche di razza marchigiana per sei mesi all’anno pascolano in altura. Le stalle sono progettate per accogliere greggi e mandrie in un ambiente confortevole e sano. “La nostra è stata la prima azienda a tenere gli animali liberi perché è fondamentale farli stare bene” raccontano i fratelli che utilizzano solo concimi naturali. Nel piccolo laboratorio caseario producono pecorino stagionato e semi stagionato. Mara e Michele sono la nuova generazione. Michele è il più piccolo dello staff. Da sempre appassionato dal mestiere dell’allevatore, segue passo passo il padre e lo zio, e difatti conosce i nomi di tutte le mucche. È possibile acquistare i prodotti in azienda. Si organizzano visite su

Prosciuttificio Iannicola

Un laboratorio artigianale in cui, da oltre quarant’anni, si tramandano gesti e saperi antichi, grazie alla dedizione di un’intera famiglia. La passione per l’essiccazione e la stagionatura delle carni nasce dal nonno, custode di una vecchia pressa in legno realizzata più di un secolo fa, con robuste tavole di castagno. “A quei tempi il lavoro si pagava spesso a baratto, scambiando carne salata con altri beni di prima necessità”. Oggi a condurre l’azienda ci sono i due fratelli Nicola e Marianna. Per raggiungere la sala di stagionatura bisogna arrampicarsi su una scala ed entrare in una botola. La vista dal basso è di impatto. Qui, dopo la prima fase di salatura, i prosciutti pressati vengono appesi al soffitto a stagionare. La salatura è una fase che richiede un’attenzione particolare all’umidità e alle temperature. “È un processo delicato che necessita di cure costanti”, spiega Marianna. Generalmente, dopo un anno i prosciutti sono pronti per essere…

Il Bosco del Fauno

Si narra che il Fauno costruisse piccole casette nel bosco e Camilla giura di averlo visto quando da bambina accudiva i gatti. “Perché il fauno si mostra solo a chi rispetta e protegge la natura”. Un insegnamento che trova espressione nel “Muro dei Nomi”, dedicato agli animali che hanno segnato la storia dell’azienda e dei suoi giovani ospiti. L’attività nasce nel 2018 dalla passione di Alessio per gli animali. Il primo passo sarà una piccola stalla di legno per le due caprette, Gina e Rina. Qui vivono cavalli, capre, maiali, oche, conigli e gatti: un luogo dove la natura regna sovrana. Camilla, la sorella di Alessio, affettuosamente conosciuta come la “mamma umana” di Burrasca – un cavallino orfano che ha allattato sin da piccolissimo – accompagna i visitatori alla scoperta del “Percorso del Fauno”. Una scuola nel bosco che accoglie famiglie e bambini in cerca di esperienze autentiche e angoli fantastici ispirati a favole e racconti leggendari. Si può dar…

Ciampa della Madonna

I pastori raccontano che presso Fontana Paradiso si trovi una impronta naturale nella roccia la cui sagoma richiama quella di un piede. La cultura popolare tramanda un curioso antefatto: solo i piedi femminili combaciano con le forme dell’orma, mentre gli uomini, non importa quanto ci provino, non riescono mai a far coincidere il loro piede con la ciampa di pietra.

Belvedere Serre

Risalendo le vie che portano alla montagna, come dicono le genti del paese, si giunge al belvedere detto Serre: una vista mozzafiato che contempla cime, boschi, e la Valle del Titerno. In autunno immersi nel foliage, si sprofonda nel silenzio che racconta l’anima selvatica e sincera di questa terra.

Borgo Mastramici – Cappella di San Francesco

Erano tutte abitate le case di pietra di questo piccolo borgo. Fino agli anni 80 la gente di Mastramici ha vissuto qui. Al piano terra c’erano le stalle. Tutti avevano almeno un maiale. Qualcuno dice che il nome del borgo derivi proprio dall’attitudine di queste persone a creare legami di amicizia. Tra i ruderi un luogo iconico conserva quasi intatta la struttura. È la Cappella di San Francesco, costruita dopo aver ricevuto in sogno dallo stesso Santo la richiesta di realizzarla. E la festa della contrada, il 4 ottobre, celebra il legame tra il Santo e la comunità.

Pesco Rosito

“Pesco” ovvero grande sperone nella toponomastica longobarda. “Rosito” per le sfumature rosee delle rocce che un tempo venivano estratte. A circa 1.268 metri sul livello del mare Pesco Rosito sorge all’inizio del Bosco “La Torta”. Da questa opera monumentale, alta circa 10 metri, pare abbia origine il nome del paese, “petra robia”. Punto di partenza per due escursioni, il sentiero che giunge al Monte Palombaro e quello che attraversa il Bosco della Torta ai confini con il Molise. Nei campi vicini cresce la rosa canina, la rosa janara, che nel periodo di maturazione puntella il paesaggio con le sue bacche purpuree. Nella tradizione popolare la Janara era una strega esperta di essenze spontanee capace di curare con infusi e tisane alle erbe.

Miniere di Bauxite

Corridoi silenziosi che conducono alle viscere della terra vermiglia come la roccia sedimentaria che custodisce la bauxite. Le vecchie miniere raccontano un’epoca in cui l’uomo sfidava la montagna alla ricerca di minerali. Le particolari condizioni geologiche, i movimenti tettonici e l’erosione, hanno creato affioramenti straordinari. Tredici cave di cui due visitabili: Regia Piana e Fosso Calvaruso, nel comune di Cusano Mutri. La più semplice da raggiungere è quella in località Regia Piana. Si parcheggia lungo la Strada Provinciale 89 in direzione Bocca della Selva. Percorsi 50 metri in discesa si raggiunge l’imbocco della cava. Torcia e caschetto per proteggere la testa, si cammina a passo lento in ascolto del cuore della montagna per circa 100 metri, lasciando il tempo alla vista di abituarsi alle tenebre. La terra graffiata di rosso e arancione, s’oppone al verde della vegetazione circostante. Si consiglia l’accompagnamento di una guida esperta e l’utilizzo dei…

Paleolab – Parco Geopaleontologico di Pietraroja

“Uno dei parchi geopaleontologici più importanti di Italia” così Mario Tozzi, divulgatore scientifico, apriva il suo documentario su Pietraroja per la trasmissione Gaia – Il pianeta che vive. Un viaggio nella memoria dell’Universo, una storia iniziata milioni di anni fa quando il Matese era un vasto fondale marino abitato da creature misteriose e affascinanti. Il Museo Geopaleontologico si trova presso l’area de “Le Cavere”, giacimento cretacico in cui si conservano numerosi fossili di piante, pesci fossili e vertebrati terrestri. È una suggestione, un racconto antico, un cammino tra gli strati di roccia che hanno preservato tracce uniche di biodiversità. Inaugurato nel 2005, con allestimenti curati da Paco Lanciano, è attualmente chiuso per lavori di ristrutturazione. Il Paleolab è un luogo del cuore per la comunità: ha ospitato migliaia di bambini e famiglie, ricercatori e viaggiatori appassionati, generando valore umano ed economico per il territorio. Un viaggio…