I Carrati

I Carrati

I carrati sono la pasta tipica di Pietraroja, fatta a mano con il fuso. Una tradizione antica che richiede tempo e tecnica, da gustare con ragù di pecora e noci. Guarda la video ricetta. Pasta tipica di Pietraroja, i carrati sono fatti totalmente a mano. Si chiama carrato perché la pasta viene “carriata” cioè trascinata sul tavolo. In campagna si condivano con olio e aceto. Un tempo si facevano essiccare al sole. Per prepararli si utilizzano due tipi di farina, grano duro e grano tenero, impastate con due uova e un po' d'acqua. Formata una montagnola di farina, al centro si crea un incavo dove si aggiungono le uova. Con una forchetta, si inizia a lavorare il composto, aggiungendo gradualmente l'acqua fino a ottenere un impasto omogeneo. Non deve restare farina sul tavolo: questo è il segnale che la pasta è pronta per riposare. L’impasto deve essere duro perché durante il riposo, di circa due ore, si crea l’umidità che potrebbe ammorbidirlo troppo. La sfoglia, alta circa…

Ricotta ‘mpanata

Ricotta ‘mpanata

La ricotta ‘mpanata è un piatto povero della memoria contadina: ricotta calda versata sul pane raffermo. Semplicità che sa di casa. Guarda la video ricetta. Un piatto semplice ma ricco di storia e sapore, la ricotta ‘mpanata racchiude tutto il calore della cucina di una volta. Gli ingredienti sono pochi, ma devono essere quelli giusti: ricotta di pecora appena fatta, calda e cremosa, e pane raffermo, meglio se casereccio, tagliato a pezzi grossolani. La ricetta è molto semplice. Si versa la ricotta calda, appena uscita dal siero, sul pane e si aspetta qualche minuto che le fette si siano ammorbidite.

Ragù di bracioline di pecora

Ragù di bracioline di pecora

Il ragù di bracioline di pecora è il condimento tradizionale dei carrati. Una preparazione lenta, simbolo della cucina familiare di Pietraroja. Guarda la video ricetta. Tradizione vuole che i carrati, la pasta tipica di Pietraroja, si condiscano con il ragù di bracioline di pecora. Il ragù era ed è un richiamo alla famiglia. La preparazione, in cui tempo e cura sono “l’essenziale invisibile agli occhi”, ha la sacralità di un rituale. Ma come si fanno le bracioline? Dapprima occorre sgrassare la carne, tagliarla in pezzi e condirla con aglio e prezzemolo, sale e un pizzico di pepe. Si procede ad arrotolare il pezzo legandolo con lo spago per assicurare la forma della braciola. Qui si inserisce un ingrediente della tradizione rurale, lo strutto, anche detto sugna, utilizzato al posto dell’olio per friggere le braciole. Intanto si prepara il sugo di pomodoro semplice: soffritto di cipolla e carote e passata pomodoro, rigorosamente fatta in casa. Una volta pronto immergiamo…

La Minestra di cavolo antico con gli scarti di prosciutto

La Minestra di cavolo antico con gli scarti di prosciutto

Una zuppa d’inverno che racconta la cucina del riuso. Cavolo antico, scarti di prosciutto e cottura lenta per un piatto povero ma ricco di sapore. Guarda la video ricetta. Nella cucina contadina nulla andava sprecato. Il riutilizzo era una necessità: gli avanzi di carne, le verdure di stagione e persino gli scarti diventavano ingredienti di zuppe, minestre o frittate. La minestra di cavolo antico con gli scarti di prosciutto esprime l’essenza della cucina povera, esaltando ingredienti semplici attraverso una preparazione lenta e sapiente.

La Serónta (Zuppa di pane)

La Serónta (Zuppa di pane)

La serónta era la colazione dei pastori: un piatto povero e nutriente a base di pane raffermo, pancetta, cipolla e uova. Un simbolo di ingegno e tradizione contadina. Guarda la video ricetta. La cucina contadina rappresenta un perfetto esempio di ingegno e sostenibilità. Ciò che oggi consideriamo "scarti", erano trasformati in piatti buoni e nutrienti. La colazione che i pastori e i contadini di Pietraroja facevano prima di cominciare la dura giornata di lavoro era la serónta. Un pasto semplice ma sostanzioso, preparato con pochi ingredienti poveri – pancetta o guanciale, cipolla, uova, pane raffermo e olio extravergine d’oliva – che si combinano per dare vita a un piatto carico di sapore e tradizione. Serónta perché viene da siero: quando si faceva il formaggio lo si aggiungeva al posto dell’acqua. Pulita la pancetta si taglia a fette sottili che riponiamo in padella. Intanto si monda la cipolla e si taglia finemente. Si soffriggono la cipolla e la pancetta con un filo…

Minestra con le polpettine

Minestra con le polpettine

Scarola, polpettine e memoria: la minestra della Vigilia di Natale raccontata da Jared, discendente di Pietraroja emigrato in America. Guarda la video ricetta. Jared ci racconta una storia di sapori e memoria, radicata tra Pietraroja e la tradizione della sua famiglia emigrata negli Stati Uniti nel lontano 1888. Per generazioni, ogni Vigilia di Natale, la zuppa di scarole con polpette ha celebrato l'identità di questa famiglia, mantenendo vivo il ricordo delle sue origini italiane.