La cucina contadina rappresenta un perfetto esempio di ingegno e sostenibilità. Ciò che oggi consideriamo "scarti", erano trasformati in piatti buoni e nutrienti. La colazione che i pastori e i contadini di Pietraroja facevano prima di cominciare la dura giornata di lavoro era la serónta. Un pasto semplice ma sostanzioso, preparato con pochi ingredienti poveri – pancetta o guanciale, cipolla, uova, pane raffermo e olio extravergine d’oliva – che si combinano per dare vita a un piatto carico di sapore e tradizione. Serónta perché viene da siero: quando si faceva il formaggio lo si aggiungeva al posto dell’acqua. Pulita la pancetta si taglia a fette sottili che riponiamo in padella. Intanto si monda la cipolla e si taglia finemente. Si soffriggono la cipolla e la pancetta con un filo di olio aspettando che il grasso della carne si sciolga. Si aggiunge un po' di acqua e un pizzico di sale. Giunto a bollore si uniscono le uova, precedentemente sbattute.
La serónta è pronta. Si può impiattare: la fetta di pane sotto e il condimento sopra. Si consiglia di utilizzare il pane di più giorni, per il sapore e per rispettare il principio di un tempo, quando non si buttava nulla.


